Ancora oggi vengo contattato da persone che hanno investito negli Stati Uniti e che hanno intestato gli immobili a proprio nome. In realtà la stragrande maggioranza degli italiani si muove in questo modo e non si rende conto che così facendo si espone a ogni genere di rischio legale e si impegna a pagare molte più tasse di quelle che dovrebbe se invece disponesse di una società e sapesse come gestirla correttamente.

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In primo luogo c’è il problema della FIRPTA (Foreign Investment in Real Property Tax Act), una legge statunitense che obbliga il pahamento di una tassa forfettaria del 10% ogni volta che uno straniero vende casa, costringendo l’acquirente a trattenere l’importo da quanto dovuto allo straniero che vende e versandolo direttamente all’IRS (Internal Revenue Service) l’agenzia delle entrate americana.

Il secondo luogo c’è l’impossibilità da parte di uno straniero di accedere a gran parte delle detrazioni che invece il fisco statunitense riconosce a una società costituita negli USA.

Infine c’è il fatto pure e semplice che un investitore che acquisti a proprio nome diventa l’obiettivo preferenziale dei cosiddetti avvocati d’assalto che prendono di mira proprio i proprietari che hanno immobili intestati a proprio nome.

Roberto Mazzoni

 

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