Servizi digitali in forte sviluppo: dai viaggi alla sicurezza informatica

Servizi digitali in forte sviluppo: dai viaggi alla sicurezza informatica

Gli eservices sono naturalmente servizi venduti e offerti online. Abbracciano una vasta gamma di possibili applicazioni e consentono di costruire aziende che hanno una struttura estremamente snella. Un esempio che mi è stato descritto di recente è il caso di KnowBe4. Si tratta di una società statunitense dedicata alla formazione di utenti a distanza. Il training è mirato a uno scopo specifico: prevenire il diffondersi di ransomware in azienda. Il ransomware è un tipo di software criminale che blocca i dati nel computer dell’utente. Le informazioni sul disco rigido vengono cifrate così da renderle inaccessibili. L’unico modo in cui l’utente può recuperarle è di pagare un riscatto (ransom). La transazione avviene online e al pagamento dei riscatto i dati vengono nuovamente sbloccati.

Esistono varie situazioni in cui il ransomware è molto remunerativo. Pensiamo a un ospedale che veda improvvisamente bloccate tutte le informazioni sui propri pazienti. Non solo richierà di compromettere dati sensibili con il danno finanziario relativo. Il suo personale medico sarà anche incapace di amministrare le cure quotidiane perché non potrà accedere alle informazioni terapeutiche dei pazienti.

La soluzione quindi consiste nell’acquistare i servizi di KnowBe4 che addestra il personale dell’azienda in modo che non cada vittima di questi rischi. Il risparmio per il cliente è enorme e il servizio è molto facile da erogare. Tutti i corsi sono basati su cloud computing, quindi non c’è infrastruttura all’interno di KnowBe4. Le aziende clienti iscrivono i propri utenti a distanza. Il corso viene seguito via Web. Alla fine l’utente viene sottoposto a un test di sicurezza che avviene sempre a distanza. Se non lo passa, deve tornare a studiare fino a quando avrà dimostrato di saper riconoscere ed evitare queste minacce.

Infiniti modelli di e-services

I modelli di eservices sono infiniti e offrono un potenziale estremo per chi vuole investire negli USA oppure altrove. Richiedono la conoscenza profonda del mercato di destinazione e un’efficace strategia di marketing/vendita. Offrono di contro il vantaggio di essere abbastanza economici da allestire e gestire.

Il titolare di KnowBe4 conosceva molto bene il mercato della sicurezza informatica quindi ha potuto allestire un prodotto innovativo e vincente. In precedenza era stato attivo nella vendita di software convezionale, ma si è reso conto che gli eservices rappresentano sicuramente un trend per il futuro. Nel video abbinato a questo articolo vediamo l’evoluzione degli eservices in settori convenzionali come la prenotazione di biglietti di viaggio e per eventi. Questi ultimi settori, benché già molto sviluppati, sono comunque in forte espansione. Qualunque sia il settore che scegliate, gli eservices rappresentano una fetta molto importante del nostro futuro.

Gestione online del patrimonio

Gestione online del patrimonio

La gestione online del patrimonio finanziario è stata una delle primissime applicazioni che sono decollate su Internet. Ricordo ancora la frenesia dell’anno 2000 dove molti miei colleghi consultavano quotidianamente lo schermo del proprio computer. Era diventata una specie di mania. Pochissimi tra loro avevano investito in borsa prima di quel momento. Non sapevano resistere alla tentazione offerta dalle cosiddette .com, le primissime start up che nascevano online.

La gestione online degli investimenti permetteva loro di cogliere investire con facilità. Potevano tenere traccia facilmente dell’andamento delle azioni. Disponevano di numerose fonti di informazione online per scoprire questo mondo che finora era stato inaccessibile alla maggioranza delle persone.

Il nostro era un gruppo di utenti molto particolare. Eravamo tutti impegnati in qualche settore del mercato informatico. Conoscevamo Internet molto bene e sentivamo il richiamo di questo nuovo mezzo di comunicazione.

La successiva crisi del 2001 fece scomparire molte di quelle società, ma il mercato degli investimenti onine era nato e sarebbe continuato a crescere. A distanza di quindici anni questo particolare settore è ancora in crescita. Di fatto oggi si è passati a una gestione completamente automatizzata. I clienti scelgono il tipo di investimento e poi lasciano che il software esegua la gestione per loro.

La gestione online del patrimonio ha ritmi di crescita impressionanti negli Stati Uniti

Le cifre di crescita sono impressionanti come dimostrato dal video che pubblichiamo in abbinamento a questo articolo. Si passa dai 52 miliardi di dollari del 2015 ai 105 miliardi di quest’anno: un vero e proprio raddoppio. La crescita continua molto sostenuta nei prossimi anni portandoci a 327 miliardi nel 2002.

La crescita è dovuta al moltiplicarsi degli utenti di questo servizio negli USA. Dai pochi “eletti” di un tempo si è passati a diversi milioni di persone che ivestono cifre considerevoli.L’investimento medio fatto quest’anno è infatti di quasi trentamila dollari. La previsione è che si arrivi a circa il doppio entro la fine del decennio.

I sistemi di investimento automatizzati sono ancora una piccolissima parte del mercato finanziaria complessivo. Stiamo parlando  di circa l’1%. Questo ci lascia intravedere l’enorme potenzialità di crescita dispomibile negli anni a venire. Si tratta sicuramente di un’area in cui vale la pena di investire se pensate di avviare una start up negli USA.

Altri mercati con ottimo potenziale sono, nell’ordine, il Regno Unito, la Cina, la Germania e il Canada. L’Italia è in estremo ritardo in questo particolare settore. La Francia è venti volte più grande e la Germania è trenta volte più grande. La Gran Bretagna è addirittura settanta volte più grande. Esiste quindi un gigantesco potenziale di ripresa nel momento questi servizi cominciassero ad essere offerti anche nel nostro Paese.

Prestiti online a privati negli Stati Uniti

Prestiti online a privati negli Stati Uniti

La concessione di prestiti online ai privati è una delle applicazioni innovative che trovano spazio nella new economy statunitense. La gestione dei portafogli d’investimento personali è stata invece una delle primissime applicazioni di Internet. All’inizio del secolo era comune vedere persone al lavoro e a casa che tenevano sott’occhio le oscillazioni di borsa.

Internet è quindi stata fin da primo giorno uno dei veicoli primari della finanza. Poco dopo è arrivata la gestione online dei conti correnti. Oggi tutte le banche dispongono di sistemi di online banking. Gran parte delle operazioni finanziarie private e aziendali avvengono via computer oppure telefonino.

Era quindi naturale che la gestione dei portafogli venisse riproposta in formato completamente automatizzato. Ed era altrettanto naturale che la concessione di prestiti ai privati arrivasse sulla Rete.

La gestione dei portafogli ha raggiunto ormai dimensioni ragguardevoli, mentre la concessione di finanziamenti è ancora in embrione, ma offre grandi potenzialità a partire soprattutto dal 2017.

Come funziona la concessione di prestiti online

Servono competenze specifiche per servire questo mercato, ma al tempo stesso i ritorni sono notevoli. La verifica dei requisiti di finanziabilità può svolgersi a distanza. Il candidato sottopone la propria richiesta insieme alla documentazione di supporto via Internet.

La banca valuta la documentazione in modo del tutto automatico oppure con intervento umano. L’erogazione del prestito può quindi avvenire completamente online senza che il richiedente debba recarsi in banca.

Questo tipo di approccio aumenta considerevolmete il numero di domande di finanziamento che si possono elaborare. Favorisce anche la crescita di figure intermediarie che aiutano il cliente a presentare la richiesta. Nel complesso la banca eroga un numero maggiore di finanziamenti con un dispendio molto minore di energie interne.

Trattandosi di prestiti quasi sempre di piccola entità, il rischio è modesto. Inoltre possono nascere tipi di finanziamenti che finora non erano mai esistiti. La banca ha l’opportunità di acquisire nuovi clienti oppure di proporre servizi aggiuntivi a quelli già esistenti.

La gestione automatizzata naturalmente richiede la supervisione competente di personale qualificato. Un sistema mal gestito può portare agli eccessi già visti nella concessione automatica di mutui durante l’ultima crisi immobiliare statunitense.

Le opportunità però sono notevoli e favoriranno la nascita di nuove aziende e nuove figure professionali.

Crowdfunding negli Stati Uniti

Crowdfunding negli Stati Uniti

Il crowdfunding è uno dei nuovi sistemi di finanziamento per le piccole aziende negli Stati Uniti. Si basa sulla raccolta di finanziamenti da privati che partecipano in piccola parte alla realizzazione di un progetto. Si tratta della versione moderna della colletta e fornisce risorse finanziarie anche a singoli privati.

E’ un modo semplice per dare il proprio contributo ai propri amici oppure a parenti che stanno attraversando un periodo difficile. Elimina l’imbarazzo di chiedere i soldi direttamente. Innesca un meccanismo che facilita la raccolta di nuovi fondi quando qualcuno ha già donato.

A volte i finanziamenti sono a fondo perduto. Questo è il caso di individui che chiedono aiuto per superare problemi di salute o famigliari.

In altri casi il finanziamento avviene a fronte dell’acquisto anticipato di un prodotto che deve ancora andare in produzione. Si tratta di un approccio già sperimentato in passato nella produzione di libri. I lettori acquistavano copie anticipate dell’opera contribuendo alle spese di stampa e scrittura.

Dal punto di vista della concessione di prestiti online, questo è il secondo mercato dopo le business lending platform di cui abbiamo parlato nello scorso articolo. Il crowdfunding rappresenta ancora una piccola fetta dell’insieme; ma dimostra un notevole potenziale di crescita.

L’esplosione del fenomeno crowdfunding negli USA

Il vero decollo del mercato del crowdfunding per le piccole aziende comincia quest’anno. Negli Stati Uniti si passerà infatti dai 431 milioni di dollari prestati dell’anno scorso ai 2,1 miliardi di dollari di quest’anno. Sono cifre irrisorie se paragonate ai quasi 15 miliardi delle business lending platform. Rimane comunque un filone importante per avviare un progetto che non potrebbe essere finanziato altrimenti.

Entro il 2020, come descritto nel video sopra, la dimensione di questo settore sarà di 8,7 miliardi di dollari. Il prestito medio raccolto nel 2015 da un singolo individuo è di un centinaio di dollari. Una piccola cifra che chiunque può mettere a rischio per un progetto ritenuto valido.

Già quest’anno però si passa a prestiti medi di 500 dollari per salire a oltre 2.000 dollari nel 2020. Si tratta quindi di un canale che ispira fiducia e che attrae un numero crescente di aziende e di finanziatori o donatori.

Business lending platform negli USA

Business lending platform negli USA

I prestiti online alle aziende si vanno diffondendo rapidamente sul mercato statunitense. Il numero crescente di startup richiede nuovi metodi per la concessione di finanziamenti. I canali tradizionali sono di fatto accessibili solo ad aziende ben avviate. Le banche vogliono avere informazioni sulla storia credito e vogliono garanzie sulla stabilità finanziaria del richiedente. Bisogna dimostrare di aver pagato regolarmente le proprie bollette e i propri debiti. Bisogna anche disporre di un flusso di cassa abbastanza costante e tale da poter pagare sistematicamente le rate del prestito.

Le procedure per la richiesta dei finanziamenti convenzionali sono relativamente complesse, lunghe e frustranti. Le banche richiedono documenti che spesso non sono disponibili a una start up. Persino aziende già avviate trovano difficoltà nell’attraversare i meandri del credito bancario. Inoltre, nel caso di progetti realizzati da uno straniero, non esistono linee di credito disponibili attraverso i canali tradizionali.

La possibilità di cercare prestiti online consente invece di bussare a più porte contemporaneamente e moltiplica le possibilità di successo. Diventa anche possibile cercare finanziamenti direttamente da privati mediante il meccanismo del crowdfunding. Si tratta di un terreno esplorato solo in parte dove c’è ampio spazio per chi voglia avviare nuove attività sia negli USA sia in Europa.

Prestiti online alle aziende: tre settori di mercato molto diversi

Il mercato si divide in tre settori principali. Il primo riguarda le business lending platforms. Si tratta di sistemi software concepiti per la concessione di prestiti di piccola entità. Per definizione, negli Stati Uniti, un prestito aziendale di piccola entità (small business loan) non supera 1 milione di dollari. Si tratta di un tipo di prestito che le banche non concedono volentieri. Comporta un rischio maggiore e offre una profittabilità minore rispetto a prestiti di maggiore entità concessi a grandi aziende. Almeno metà delle piccole aziende negli Stati Uniti chiede prestiti inferiori ai 100.000 dollari e trova spesso la porta sbarrata presso la maggior parte delle banche.

I prestiti concessi attraverso le business lending platforms hanno valori compresi tra 25.000 e 500.000 dollari. La durata del prestito varia da 6 a 60 mesi (5 anni). Un prestito aziendale bancario negli Stati Uniti dura invece dai 2 ai 25 anni. La procedura di approvazione con una business landing platform è veloce. La domanda viene presentata da computer oppure da smartphone. Il gestore della piattaforma esegue una rapida verifica sul passato del richiedente. Si prendono in considerazione fattori che vanno oltre la pura e semplice storia di credito. Si valutano la posizione dell’azienda richiedente, il tipo di industria in cui opera, da quanto tempo è attiva, eccetera.

Le domande vengono elaborate direttamente dal sistema e il tempo di risposta è molto breve. L’azienda può presentare la domanda a diverse piattaforme differenti e avere quindi maggiori possibilità di successo. Si tratta di un mercato che sta letteralmente esplodendo, come mostrato nel video abbinato a questo articolo.  Merita attenzione sia da chi sta cercando opportunità d’investimento sia da chi cerca finanziamenti per i propri progetti.

ePublishing, pubblicazioni digitali negli USA – parte 2

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